Penso che nella vita non dovremmo mai accontentarci di restare nella mediocrità e non dovremmo aspettare che sempre qualcun altro faccia qualcosa per noi. Occorre avere quella capacità di compiere anche un piccolo passo per venire fuori da una vita anonima, priva di quel “qualcosa” in più che ci può arricchire dentro, che è cibo per la mente, che è l’Arte. Da queste riflessioni è nata l’idea della creazione di un blog che non vuole avere grandi pretese, ma desidera dare e ricever piccoli momenti culturali da condividere insieme ad altri artisti. Credo che il talento nasca molto prima che un pezzo di carta l’attesti. Artisti si nasce, artisti si è. Ognuno di noi può scoprire di essere un artista, perché ognuno di noi ha qualcosa da comunicare; occorre solo avere la predisposizione a saperlo fare. Lo studio, poi, fa crescere l’artista e lo coadiuva nell’espressione di sé. Ricordo, a tal proposito, nei miei studi universitari, un testo di Antropologia scritto dal Prof. Eugenio Imbriani, docente di Antropologia Culturale presso l’Università del Salento, dal titolo “La sarta di Proust-Antropologia e confezioni”. In questo libro vengono, ad un certo punto, citati due scrittori del nostro sud, Carmine Erroi e Cesare De Santis, due persone semplici, umili, forse “ultimi” nella gerarchia sociale. Carmine Erroi è un contadino di Leverano, in provincia di Lecce, ha solo la licenza elementare ma scrive tutta la vita poesie, pensieri, commedie. Cesare De Santis è un poeta popolare di Sternatia, che scrive in un dialetto di origine greca, il griko. Vivono entrambi il bisogno di raccontarsi e di sentirsi padroni delle loro parole e dei loro pensieri, rivendicando l’essere autori della propria arte. Ma specialmente Cesare De Santis vive l’umiliazione di non potere aspirare a diventare nessuno, mentre vede costruire le carriere scolastiche e universitarie da chi conta, da chi va a trovarlo per rubare il suo sapere, le sue poesie, i suoi testi. Vivono il timore di perdere la propria identità di autori nel vedere corrette le loro parole, il timore di perdere il titolo di proprietà dei loro pensieri tanto che Carmine Erroi prima di morire lascia un testamento nel quale, pur nella consapevolezza della sua poca cultura, chiede fermamente che le sue parole non vengano modificate, corrette. E’ una richiesta che oggi chiameremmo “libertà di espressione”, e questo è lo spirito che vuole avere questo blog. Spesso viviamo per piacere agli altri, per avere un riconoscimento dalla società. Il bambino deve piacere ai genitori, l’alunno al maestro, l’impiegato al datore di lavoro, spesso tutti i comportamenti sono condizionati. L’unica forma totale di libertà credo che sia l’espressione di se stessi nell’arte, nella quale l’artista è solo con se stesso ed esprime il suo "io" senza limitazioni alcune. Quando scrivo una poesia non penso a chi la leggerà, ma metto giù su un foglio bianco ciò che nasce dall’incontro della mente col cuore. Questo blog nasce con questo intendimento: condividere il senso di libertà che l’arte ci dona. Anche la ricerca del nome da dare al blog ha avuto un senso. Alessandro Baricco, nel suo libro“Oceano Mare”, fa incontrare i suoi personaggi in un luogo vicino al mare, un mare visto come uno spazio infinito in cui si raccolgono tutte le esperienze dei personaggi. Il luogo è una locanda che si chiama Almayer, i personaggi si incontrano e si raccontano là. Ci è piaciuto immaginarli seduti su un divano a parlare di sé, magari davanti a un tè caldo, e ci è piaciuto immaginare noi, seduti su un grande divano, in questa città di mare, a parlare di noi, liberamente, ognuno con quell’arte che si porta dentro, diversi ma uguali, come gli strumenti di un’orchestra che, se pur differenti, suonano la stessa opera.

venerdì 16 maggio 2014

FRANCESCO ROSITANI
Se è vero che ognuno di noi è unico, se è vero che in ognuno di noi è nascosta una parte artistica, particolare nella sua unicità è Francesco Rositani, come persona e come artefice della scoperta del suo lato artistico. Sì, perché la sua è una scoperta in età matura, infatti i suoi studi e la sua attività lavorativa vertono su altri ambiti.





Ho conosciuto Francesco diversi anni fa, a Brindisi, prima che lasciasse la Puglia per trasferirsi al nord, e ciò che mi colpisce sempre di lui, ogni volta che lo rivedo, è il suo fare scanzonato di "uomo - ragazzo dentro". La sua simpatia ed ironia quasi canzonatoria a volte lascia interdetti, ma chi lo conosce bene sa che è il suo affascinante modo di essere e di chi sa vivere la vita come un gioco, ma non per questo non intensamente e profondamente. A te non rimane altro che lasciarti coinvolgere. Così com'è facile rimanere coinvolti nei sui discorsi sull'arte, che col passare degli anni è diventata la sua passione, fino a portarlo a ricoprire l'incarico di Responsabile d'Arte e Cultura nell'ambito della Bayer, dove lavora. Cura eventi e non solo. Estimatore di Marco Lodola, ammiratore di Giorgio Albertini, oggi Francesco Rositani dipinge, disegna, crea. Penso che valga la pena conoscerlo, magari nella sua Casa Museo, dove con la moglie Cristina, colleziona opere d'arte di vari artisti moderni e contemporanei.
Ma quello che voglio mostrarvi sono le sue creazioni:
 

Futuristi verdi, rossi

Futuristi argento con cera lacca

Studio n.1

Studio n.2

Concetti Neospaziali


Omaggio a Kandinsky
 
 
Omaggio a Piero Manzoni



Omaggio ai Rettangoli


Allora, sono riuscita ad incuriosirvi? Bene, alla prossima!!! 



12 commenti:

  1. Condivido in pieno il profilo sustante dell'uomo Francesco.
    è persona ricca alla costante ricerca di stupore.
    Maurizio Ferla.

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  2. Ehehehe,
    tra un po' sarò io a venire a veder le tue mostre!
    Un abbraccio
    PAO

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  3. Accidenti..... La prossima volta ti devo chiedere un autografo...
    Meno male che qualche tua foto ce l'ho.... ;-)
    Roberto

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  4. Bello....è proprio bello .....mi sarebbe piaciuto vivere più vicina a te per poter conoscere ed apprezzare meglio tutta la bellezza della tua personalità!
    Paola Nardi

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  5. E' proprio un bel ritrattino, ben scritto e aderente al soggetto. Lo condivido totalmente.
    GianCarlo Bernacchi.

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  6. Ciao e complimenti Francesco “Bagatti Valsecchi” per la casa museo !!!!
    Poolo Acquaroni.

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  7. Caro Francesco,
    è chiaro che la blogger è rimasta colpita, dalle opere e dalla persona.
    Son soddisfazioni! ;-)
    PAO.

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    1. Mi scusi, ma lei è Pao l'artista? Che onore sul mio blog!!!

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  8. Uao!!
    Che bella descrizione di te ha fatto....
    Direi che ci ha azzeccato !!!
    Complimenti caro amico
    Sottoscrivo con piacere
    Marco Maestri.

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  9. Trovo che la tua amica sia stata davvero carina con te e credo anche che tu meritassi questa, sia pure piccola, (per il momento)
    possibilità di far conoscere le tue cose agli amici e alla gente che segue il blog.
    Alcune cose le avevo già viste e credo che tu debba continuare in quella direzione!
    Massimo

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  10. ...
    Quello che volevo aggiungere è che il fatto che tu abbia intrapreso questa avventura nel mondo della pittura, non dico dell'arte perché tu nell'Arte ci sei immerso da che ti conosco, non mi sorprende affatto e non mi sorprendo, perché ho sempre riconosciuto in te un eclettismo straordinario: un vero talento per tutto ciò che può dar sfogo alla creatività, qualunque sia il campo artistico in cui tu abbia voluto cimentarti.
    Ho sempre pensato che saresti potuto diventare uno straordinario musicista o un fine scrittore o un fantastico prestidigitatore se solo ti fossi voluto soffermare un tantino di più.
    Ma come tutti i geni, ti annoi presto e corri subito a sperimentare altre forme di espressione.
    Sono sicuro, da quello che ho potuto vedere, che anche nella pittura saprai esprimerti al meglio!
    Spero solo che tu possa insistere un po' di più. sappi che io non ti darò tregua!
    Massimo.

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  11. La cosa più incredibile è che i miei Omaggi sono pluri-cliccati. E non me ne capacito! Che piacciano a me ci può anche stare, ma il consenso diffuso nel WEB... Questo è, e resterà, uno dei tanti Misteri irrisolti dell'Arte.

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