MOSTRA PERSONALE ANTONIO MINGOLLA
LA VIRTU' DELLE IMMAGINI
A CURA DI GIOVANNI ARSENIO
Dal 12 al 31 luglio 2025 si è tenuta, presso l'ex Conservatorio di Sant'Anna a Lecce, con il patrocinio dello stesso Comune, la mostra personale dell'artista Antonio Mingolla, curata dallo Storico dell'Arte Giovanni Arsenio, mentre il progetto grafico è stato curato dalla Dottoressa Valeria Nigro.
Come spiegato dal curatore, "L'obiettivo della Mostra è stato quello di celebrare la maturità artistica di Antonio Mingolla, artista ormai affermato in ambito storico-artistico, nato a Brindisi e formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce.
La rassegna ha voluto illustrare, in maniera del tutto inedita, l'indubbia consapevolezza ritrattistica di Mingolla, presentando al pubblico e alla comunità scientifica una selezione mirata di opere (tele, disegni, bozzetti, ecc.), dell'artista, come testimonianza diretta della sua assoluta importanza nel panorama nazionale e internazionale dell'arte contemporanea".
Nel suo testo critico, Arsenio evidenzia come "Il percorso artistico di Antonio Mingolla può essere suddiviso in due fasi distinte: durante la prima si dedica prevalentemente alle architetture e ai paesaggi urbani, ma è all'inizio della seconda che, dopo essersi trasferito a Venezia, si evince chiaramente la sua inclinazione alla ritrattistica, intesa come un mezzo per dipingere soggetti decontestualizzati dalla realtà e ricollocati in dimensioni concettuali che estraniano l'osservatore. In tal senso, la figura dell'uomo, resa nella sua nudità o seminudità, diviene inevitabilmente una costante in tutte le opere al fine di risvegliare la coscienza dello spettatore nel processo di immedesimazione psicologica individuale".
Ancora Giovanni Arsenio chiarisce come " attraverso i suoi dipinti, perciò, l'artista offre una profonda riflessione sulla condizione umana e sulla storia, mantenendo una prospettiva che contempla sempre una possibilità di redenzione. Mingolla è altresì in grado di unire liberamente sacro e profano, mitologia e simbolismo, purezza e tentazione. Al centro esatto di questo eterno dualismo, la sua pittura dialoga con quella dei maestri moderni e contemporanei (Caravaggio, Reni, Velàzquez, Preti, David, Moreau) dalla quale attinge l'essenza che le conferisce il valore più alto di originalità".
"Alle sopraddette considerazioni, assolutamente necessarie, si aggiunge inoltre lo studio del colore", prosegue il curatore, "che amplifica notevolmente il valore dell'artista e, di conseguenza, della sua arte. La ricerca di Mingolla, infatti, è rivolta all'analisi e alla sperimentazione dei vari livelli cromatici e delle pluralistiche soluzioni tonali che contraddistinguono i suoi dipinti. Nelle sue opere, ad esempio, si rileva la presenza del verde veronese e del turchese (utilizzati per l'incarnato), del blu di Prussia, delle terre di Cassel e del giallo di Napoli. Il nero, al contrario, è apparentemente assente, poiché il suo utilizzo è già in realtà equilibrato e regolato con saggezza".
Conclude Giovanni Arsenio: "Oggigiorno, più di ogni altro tempo passato, l'originalità è piuttosto difficile da individuare nelle opere degli artisti contemporanei che, a differenza di Antonio Mingolla, hanno deciso di rassegnarsi all'emulazione volontaria di altri linguaggi artistici, favorendo così il plagio collettivo della virtù delle immagini".
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| Antonio Mingolla e Giovanni Arsenio |
Daniela Tateo









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